#ContaminArti

Artistic Social Contest

Dalle fashion victims di matrice pop alle odierne social victims”

 

DIRETTORE ARTISTICO: RAFFAELE LOFFREDO

 

 

La Fondazione Arti Napoli inaugura #ContaminArti, un Social Contest Artistico interdisciplinare rivolto a giovani artisti del territorio che, attraverso background e pratiche artistiche differenti, declineranno il tema: “Dalle  fashion victims di matrice pop alle odierne social victims”.

Il Contest intende riflettere – accendendo un focus sulla contaminazione tra le diverse forme d’arte contemporanea – sull’universo pop inteso nell’accezione tipicamente artistica di popular, legata ai fenomeni consumistici e alle masse, che attecchì nella seconda metà del XX secolo, creando anche quella sorta di dipendenza acritica e vulnerabilità nei confronti del materialismo e delle mode del momento, denominata col neologismo fashion victim. Gli stessi mezzi espressivi e le stesse iconografie prese in prestito dalla società dei consumi furono elevati ad opera d’arte musealizzata, l’incontro tra arte e mass-media quindi rappresentò il filo conduttore dell’epoca negando riflessioni più introspettive e ammiccando invece  ai nuovi stimoli visivi che affascinavano l’uomo contemporaneo.

Gli artisti si posero il quesito dell’unicità e della riproducibilità dell’opera d’arte, il che generò opere riprodotte in serie che ambirono a superare il limite tra arte e realtà con stili e linguaggi diversificati: dalla pittura al collage, dalla fotografia all’happening/performance passando per le tecniche miste.

Le grammatiche degli artisti dei nostri giorni si mostrano più che mai restie all’appartenenza a determinati stili o correnti, spaziando tra diverse tecniche che risentono sempre più evidentemente dei progressi tecnologici; l’arte come riflesso della nostra epoca esige quindi il confronto con il mondo web/social in tutte le sue sfaccettature, già alcuni artisti affermati hanno messo in risalto un attuale fenomeno antropologico dell’era digitale, che genera quella che potremmo definire la social victim, che si lega strettamente alle forme di comunicazione 3.0, in particolar modo delle nuovissime generazioni, sempre meno live e più tendenti al virtuale, figlie progredite della stessa società industriale che pose le basi per lo sviluppo della pop-art.

Pittori, scultori, fotografi, performer, videoartisti e stilisti si confronteranno con le loro opere – ognuno con la propria singola tecnica – enfatizzando la mission di fusione ed integrazione tra le arti, le stesse saranno poi fruibili tramite una virtual gallery dedicata, che permetterà ai fruitori di esprimere le loro preferenze. Il Contest è rivolto ad artisti che abbiano non più di 30 anni d’età; un breve regolamento relativo a caratteristiche delle opere, modalità di partecipazione e di consegna sarà pubblicato dalla Direzione Artistica della Fondazione:  le opere saranno poi ulteriormente giudicate da una giuria di esperti del settore, oltre che dalla stampa e dal web.

 

 

 

“Warhol e Versace – citando G. Marziani in Melting pop – ebbero una caratteristica comune: elevare il kitsch alle categorie del gusto e del lusso intelligente. Capirono che l’ironia poteva rivoltare i feticci popolari in icone raffinate”.